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Progetto SCUOLA SUPERiore Viaggio-premio
a Madrid DA MADRID, EMOZIONI E COMMENTI È bastato
stare in silenzio. A bocca chiusa, per esprimersi non si può che
usare il corpo, i gesti, le espressioni del viso e i movimenti. Noi, ragazzi della 3A, l’anno scorso, durante le ore di Educazione Fisica abbiamo deciso di rivisitare il mito di Orfeo attraverso la musica e l’espressione corporea. Lo spettacolo è nato dalla creatività di ognuno di noi, creatività che giunge alla massima espressione proprio attraverso la musica come metafora dell’agire creativo. I movimenti fluidi e armonici che costituiscono le scene del nostro spettacolo si fondono con la musica e fanno emergere la storia di Orfeo sottolineando soprattutto le emozioni e i sentimenti dei personaggi. (Federica) Non mi sarei mai aspettata che realizzando una nostra personale
rivisitazione del mito di Orfeo saremmo riusciti a vincere un viaggio
a Madrid. Del mito di Orfeo ed Euridice vi sono moltissime interpretazioni e rielaborazioni. Con l’aiuto della professoressa di Italiano e Latino è stato possibile per noi affrontare un percorso pluridisciplinare su questo tema che ci ha permesso di concepire quanto è vero che, come sostiene la Yourcenar, il mito è come un assegno in bianco, su cui ciascuno è libero di scrivere la cifra che vuole. (Elisa D.) Lo spettacolo è molto curato nei suoi particolari: dalle
musiche ai costumi, anche se lo spettatore li può apprezzare
a fondo solo se conosce dettagliatamente il mito Persino l’occhio
più inesperto può però cogliere il continuo
contrasto visivo fra bianco e nero ovvero vita/morte, che è presente
sin dalla prima scena in cui i tre angeli della morte (vestiti di
nero) avvolgono Euridice in un velo funebre, dopo che il serpente
l’ha uccisa. Segue una vera lotta fra le forze del bene (bianche)
e quelle del male (nere). Ciò che ci ha permesso di vincere è stata, quindi, proprio la nostra creatività (come atteggiamento, strumento conoscitivo, modo di usare il pensiero): ciascuno di noi ha avuto la possibilità di collaborare ed esprimersi nella più totale libertà, dando un’interpretazione soggettiva al suo personaggio, e fondendola in armonia con quella degli altri. (Elisa D.) (Guarda la galleria delle immagini del viaggio [ottobre 2004]). |